Samsung entra nel mining di Bitcoin. Pronti al prossimo Galaxy Miner S9 ?

Primo Piano a cura di

Samsung avvia la produzione di Chips specializzati per il mining delle criptovalute. Possibile una linea di prodotti consumer dedicata.

Samsung bussa alla porta della blockchain. Non mediante una propria criptovaluta, al pari delle intenzioni di Telegram e Kodak con le proprie ICO, bensì come produttore di hardware per il Mining.


Non si parla di una indiscrezione bensì di una effettiva dichiarazione rilasciata al sito coreano The Bell, nella quale si è fatto riferimento nello specifico alla produzione di hardware ASIC in collaborazione con un’azienda manifatturiera cinese.

Samsung is operating a foundry that supplies a Chinese cryptocurrency mining firm with mining equipment and ASIC chips. Since Samsung has just begun its cryptocurrency mining venture, it is unsure of the revenues it can generate from it.

Samsung Electronics could increase its revenues through ASIC chip manufacturing but because the foundry only accounts for a small portion of the company’s semi-conductor manufacturing plant, it is difficult to predict that the firm’s mining venture will have a significant impact on the company’s revenues.

Samsung non sembra essere intenzionata nel commettere l’errore di fare il passo più lungo della gamba e pertanto ha pianificato di adottare una strategia di mercato progressiva.

In un primo momento, infatti, si concentrerà solamente nella produzione di hardware ASIC dedicato al settore del mining del mercato cinese, molto competitivo in tal senso sia per questione di regolamentazione che soprattutto per il basso costo legato all’uso dell’energia elettrica.
Solo in una seconda fase è stata programmata l’espansione dell’attività a mercati quali quello della Sud Corea e del Giappone.

Risulta essere in pianificazione anche la realizzazione di dispositivi di mining mediante GPU, ovverosia schede grafiche a questo punto anch’esse in qualche modo specializzate.

Plausibilmente, dopo una fare di rodaggio, saranno lanciati altrettanti prodotti analoghi per una linea consumer.

Cos’è un ASIC ?

ASIC è l’acronimo per  Application Specific Integrated Circuit per il quale si intende dunque un circuito hardware progettato e studiato in modo specifico per essere impiegato in un determinato contesto e per un determinato scopo.

Il detto “fai una cosa ma falla fatta bene” calza a pennello per riassumere il concetto, sempre per rimanere in tema di detti.

La metodologia di progettazione di circuiti mediante ASIC non è una conquista recente bensì è una tecnica introdotta fin dagli anni ‘80. Il settore del mining delle criptovalute, diventando sempre più competitivo, ha adottato progressivamente negli ultimi anni tale tecnologia al fine di produrre dispositivi hardware che fossero ottimizzati secondo lo specifico algoritmo sul quale la criprovaluta che si voleva minare basava il suo funzionamento.

Essendo dei dispositivi creati appositamente per tale scopo si ottengono prestazioni nettamente maggiori rispetto all’impiego di comuni processori general purpose utilizzati nei computer, consentendo dunque di avere una capacità di calcolo maggiore rispetto i concorrenti che si tramuta statisticamente nel lungo periodo un ritorno economico di profitto maggiore legato all’attività di mining.

Bitcoin è una criptovaluta che ben si sposa con l’utilizzo di dispositivi ASIC, i quali ormai ne hanno pressoché monopolizzato il mining. Non con tutte le criptovalute tuttavia è possibile utilizzare dei dispositivi ASIC per il loro mining: essendo il dispositivo costruito intorno all’algoritmo della criptovaluta (espressione in licenza al famoso spot italiano di una nota banca), il possesso palla passa proprio alla criptovaluta stessa.

Ci sono infatti delle criptovalute che adottano degli algoritmi di mining che per come sono stati progettati non possono essere ottimizzati dalla creazione di hardware specializzati nella loro esecuzione. Tali monete vengono indicate come ASIC resistant coin, fra cui spicca sicuramente Monero (XMR) e tutte le altre criptovalute basate sull’agoritmo CryptoNight.

Una delle principali critiche e controversie legate all’utilizzo di dispositivi ASIC per il mining delle criptovalute riguarda la così detta economia di scala nell’accentramento della potenza di calcolo: i dispositivi ASIC risultano essere molto costosi e dunque appannaggio esclusivo di grandi aziende che possono permettersi ingenti investimenti.
Il mining mediante GPU potrebbe teoricamente garantire invece maggiore equità nella distribuzione della potenza di calcolo essendo le schede video dei prodotti accessibili a livello consumer, per il quale sarebbe possibile dunque anche creare delle comunità di pool di mining con una maggiore decentralizzazione.

La realtà dei fatti tuttavia porta alla luce che indipendentemente da ASIC o da GPU il mining negli anni si è tramutato in un settore sempre più centralizzato, sia a livello geografico, per fattori economici legati ai costi di esercizio, sia a livello di controllo della rete. Tematica che nel mondo della blockchain fa storcere un po’ il naso.

 

 

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La presente lettura non deve e non può essere interpretata come un sollecitamento ad investire.
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